Un dialogo concreto fra imprese e università

L’azienda ha presentato una testimonianza del grande valore della collaborazione con le università nella ricerca per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico.

Lo scorso 8 luglio a Rimini, in occasione della Summer School del Master MIT in “Management of Research, Innovation and Technology” del Politecnico di Milano, Varvel SpA, storica azienda meccanica bolognese specializzata nella progettazione e produzione di riduttori e motoriduttori operante in oltre 60 Paesi in tutto il mondo, ha partecipato ad una conferenza sull’importante rapporto di collaborazione fra le università e le aziende che fanno della ricerca e dell’innovazione i loro punti di forza.

Un’impresa con una tradizione di oltre 60 anni alle spalle come Varvel deve sempre ricercare l’innovazione e il miglioramento per continuare ad affermare il proprio ruolo: per fare ciò ha potuto stringere rapporti di collaborazione con le principali università dell’Emilia Romagna.

La prima occasione di collaborazione si è presentata nel 2007 per un bando regionale per la costituzione di una rete di laboratori e centri di ricerca per il settore della meccanica avanzata: è stato l’inizio di un rapporto proficuo con il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che ha permesso lo sviluppo di ulteriori progetti ancora più importanti ed impegnativi. Tra il 2008 e il 2010 è stata la volta del progetto per la realizzazione di un motoriduttore in grado di funzionare senza l’utilizzo di lubrificanti tradizionali, con un impatto ambientale azzerato. L’azienda ha anche partecipato con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara al progetto “VIBRACUSTICA”, il cui obiettivo era lo studio di metodi e tecniche innovative per l’ottimizzazione vibro-acustica delle macchine industriali e, nel caso specifico, dei riduttori meccanici. In collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, Varvel ha partecipato al Progetto MeNaCo “Development of fast metrological method for in-line monitoring of ternary nanostructured coatings” coordinato dall’Università tedesca Fraunhofer IWM.

Nel biennio 2012-2013 la collaborazione è proseguita per il progetto “Sviluppo di rivestimenti autolubrificanti per la meccanica, realizzati mediante micro e nano additivazione” e nel 2013-2014 per il bando CaRiMo “Ricerca applicata per l’innovazione”.

Grazie a questi studi e all’esperienza maturata nel corso di queste collaborazioni, Varvel ha potuto partecipare al Programma Quadro Europeo Horizon 2020, coronato dal successo alla fine del 2015, con l’assegnazione delle risorse necessarie per la progettazione e la realizzazione di un nuovo riduttore smart esente da manutenzione, una soluzione senza precedenti in termini di efficienza, riduzione dell’impatto ambientale, risparmio energetico e sicurezza.

Francesco Berselli, Presidente di Varvel, afferma: “Attraverso la collaborazione con l’università abbiamo avuto l’occasione di creare nuovi posti di lavoro, accogliendo nel nostro reparto di ricerca studenti e ricercatori che hanno seguito insieme a noi numerosi progetti. Il loro contributo è stato così importante che abbiamo scelto di investire nelle loro professionalità.”

“La ricerca è la chiave per lo sviluppo tecnologicocommenta Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvele rappresenta quindi la linfa vitale per un’azienda come la nostra. Abbiamo la fortuna di poter contare su dipartimenti universitari estremamente specializzati e in grado di fornirci un supporto molto prezioso negli studi necessari alla nostra crescita: siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino ad oggi, ma non ci fermeremo e creeremo nuovamente sinergie con il mondo accademico per continuare a portare innovazione”.

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